Il rapporto

Sono 850mila gli italiani
in cura per problemi mentali

di oggisalute | 27 giugno 2019 | pubblicato in Attualità
depressione

Problemi mentali estremamente diffusi in Italia. Gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel corso del 2017 ammontano a 851.189, con tassi standardizzati che vanno dal 79,9 per 10.000 abitanti adulti in Sardegna fino a 230,1/10.000 in Puglia (valore totale Italia 169,4/10.000). Lo rivela il Rapporto salute mentale del ministero della Salute, che analizza i dati del Sistema informativo per la salute mentale (Sism) per il 2017 e che è stato presentato oggi a Roma.

Gli utenti sono di sesso femminile nel 53,5% dei casi, mentre la composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (67,6%). In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti al di sotto dei 25 anni, mentre la più alta concentrazione si ha nella classe 45-54 anni (25,3% nei maschi; 23,5% nelle femmine); le femmine presentano, rispetto ai maschi, una percentuale più elevata nella classe over 75 anni (7,2% nei maschi e 12,0% nelle femmine).

Nel 2017 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i dipartimenti di Salute mentale ammontano a 335.794 unità, di cui il 91,7% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita (‘first ever’, pari a 307.812 unità).

Le prestazioni erogate nel 2017 dai servizi territoriali ammontano a 11.474.311 con una media di 15,3 prestazioni per utente. Complessivamente il 78% degli interventi è effettuato in sede, il 7,9% a domicilio e il resto in una sede esterna. Gli operatori prevalenti sono rappresentati da medici (31,6%) e infermieri (45%); il 31,2% degli interventi è rappresentato da attività infermieristica al domicilio e nel territorio, il 24% da attività psichiatrica, il 15,6% da attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale, il 6,5% da attività psicologica psicoterapica e il 6% da attività di coordinamento; la quota restante riguarda attività rivolta alla famiglia e attività di supporto. Inoltre le giornate di presenza presso strutture residenziali sono pari a 11.549.682 per 32.515 utenti; la durata media del trattamento a livello nazionale è pari a 815,8 giorni. Gli accessi nelle strutture semiresidenziali sono pari a 1.582.966 per 27.600 persone (325,9 accessi per 10.000 abitanti).

La dotazione complessiva del personale all’interno delle unità operative psichiatriche pubbliche, nel 2017, risulta pari a 28.692 unità. Di queste, il 18,6% è rappresentato da medici (psichiatri e con altra specializzazione), il 7,1% da psicologi, il personale infermieristico rappresenta la figura professionale maggiormente rappresentata (44,9%), seguita dagli Ota/Oss (operatore tecnico addetto all’assistenza/operatore socio sanitario) con il 10,3%, dagli educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica pari al 6,6% e dagli assistenti sociali con il 4,5%.

Nel 2017 il sistema informativo salute mentale ha rilevato dati di attività di 1.481 servizi territoriali, 2.346 strutture residenziali e 908 strutture semiresidenziali che si riferiscono a circa il 92% dei Dsm (Dipartimenti di salute mentale). Nel 2017 il numero dei Spdc (Servizi psichiatrici di diagnosi e cura) attivi è pari a 318, con complessivi 3.981 posti letto per ricoveri ordinari e 338 posti letto per ricoveri in Day hospital; le strutture ospedaliere in convenzione che erogano attività di assistenza psichiatrica sono pari a 22 con un totale di posti letto per degenza ordinaria pari a 1.155 e a 16 posti per Day hospital. Per il totale Italia, l’offerta per i posti letto in degenza ordinaria, è di 10,1 ogni 100.000 abitanti maggiorenni.

(Fonte: Adnkronos)

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